Alziamo i nostri trofei

Tra i principali aspetti da considerare per gestire correttamente il nostro portafoglio c’è sicuramente quello della tassazione. È fondamentale conoscere quale sia la tassazione applicata ai diversi strumenti finanziari e soprattutto come ottimizzare la loro gestione proprio in relazione ad eventuali guadagni (plusvalenze) o perdite (minusvalenze) accumulate. In questo articolo la nostra attenzione sarà rivolta proprio all’ultimo aspetto. Nella descrizione dei singoli strumenti, invece, è abbastanza semplice individuare la tassazione applicata senza dover ricordare tutte le casistiche.

Come sempre partiamo dalla nostra squadra di calcio. I tornei a cui possiamo partecipare, grazie a risultati ottenuti nel tempo, sono diversi: si parte dal campionato, per passare alla coppa nazionale fino ad arrivare alle coppe europee. Ogni torneo ci garantisce guadagni e premi legati ai nostri risultati ed al prestigio della competizione. Vincere una coppa europea, ad esempio, genera molti più guadagni che portare a casa una coppa nazionale ed è quindi l’obiettivo massimo a cui puntare. Cosa c’entra tutto questo con la tassazione? Semplice, gestire bene l’acquisto e la vendita dei nostri strumenti, come ad esempio ritardare il più possibile il pagamento della tassazione sui guadagni, equivale a vincere la Champions League. Si tratta di un concetto spesso trascurato ma che diventa fondamentale per raggiungere dei buoni risultati.

Entriamo nel dettaglio. La prima differenza deve essere osservata rispetto alla tipologia di guadagno, tra redditi da capitale e redditi diversi. Per comprendere di cosa si tratta, ritorniamo al nostro esempio sul calcio. L’acquisto di un giocatore molto conosciuto, ci garantirà dei guadagni per il solo fatto di averlo in rosa, per esempio per la vendita delle magliette, gli eventi organizzati e gli sponsor che attirerà. In finanza il guadagno ottenuto per il solo essere in possesso dello strumento è definito reddito da capitale (es. le cedole che ogni tre mesi ci garantisce la nostra obbligazione). È possibile poi che grazie alle buone prestazioni il valore del giocatore aumenti nel tempo e che qualcuno faccia un’offerta per lui ad un prezzo più alto di quello d’acquisto. In finanza questo tipo di guadagno, generato dalla vendita ad un prezzo più alto, è definito reddito diverso.

L’analisi può essere più complessa e dettagliata, ma per il momento questa differenza è sufficiente per capire come gestire al meglio la tassazione applicata ai nostri guadagni. Ripartiamo proprio dalle cedole delle nostre obbligazioni. Ogni volta che riceviamo l’accredito sul nostro conto corrente, una piccola parte della cedola viene trattenuta come tassa da pagare sui guadagni (non tratteremo qui i pochi casi eccezionali). Questo significa che ricevere quei soldi ogni 3 mesi è comodo per le nostre spese periodiche, ma ci obbliga a pagare subito delle tasse sui guadagni. Una possibile alternativa è quella di scegliere un investimento che non ci dia cedole periodiche ma che cresca nel tempo. Alla fine pagheremo sempre la nostra tassazione, ma nel frattempo i nostri guadagni avranno avuto il tempo di crescere di più.

Ritorniamo al calcio per comprendere meglio. Immaginate di avere già a disposizione tutti i soldi necessari a pagare gli stipendi per il prossimo anno ai vostri calciatori.  Potete decidere di pagare tutto in anticipo o come spesso accade, di pagare lo stipendio mensilmente. Nel primo caso non vi rimarrà nulla in cassa, nel secondo invece potete utilizzare i soldi che vi rimangono per aprire un nuovo negozio in cui vendere le magliette ai tifosi. In questo modo pagherete i giocatori ed otterrete un guadagno in più (sempre con un occhio al rischio!).

In generale in finanza ritardare la data in cui si incassano i guadagni e quindi si paga la tassazione, fa aumentare il guadagno finale perché la cifra che investiamo tende ad aumentare nel tempo.

Altro aspetto da considerare, poi, è quello dell’ottimizzazione della tassazione. Ritorniamo al calcio. Immaginate che al termine della stagione abbiate scelto di vendere due dei vostri giocatori: il primo lo vendete perché dopo dei buoni risultati è arrivata un’offerta importante che vi farà guadagnare rispetto alla spesa iniziale per acquistarlo; il secondo lo vendete perché ha reso poco e non si è integrato con il resto della squadra. Il prezzo di vendita in questo caso sarà più basso di quello d’acquisto. Come abbiamo visto prima, questo tipo di operazioni generano “redditi diversi”. In finanza un reddito diverso negativo (una perdita, chiamata minusvalenza) può essere compensato con un successivo (cioè generato dopo) reddito diverso positivo (un guadagno, chiamato plusvalenza). In questo modo la tassazione verrà pagata solo sulla differenza positiva tra i due, con un buon risparmio finale. Ciò non accade invece per i redditi da capitale, come le nostre cedole, per le quali paghiamo subito la tassazione senza possibilità di compensazione.

È chiaro come, nel rispetto delle strategie che abbiamo pianificato, sia fondamentale valutare correttamente il momento ed il modo per gestire gli strumenti presenti nel nostro portafoglio. Noi siamo i presidenti della nostra squadra di calcio e dobbiamo avere come obiettivo quello di vincere il maggior numero di trofei, ma farlo con il giusto tempo ci aiuterà sicuramente a guadagnare di più rischiando meno.

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