Una nuova normalità post virus

Sono trascorsi 40 giorni dal primo episodio dedicato al virus ed è quindi tempo di aggiornamenti. L’evoluzione della pandemia al momento è positiva, aumentano i guariti, diminuiscono i casi di contagio e si inizia a riprogrammare una “nuova normalità”. E i nostri portafogli? Come già scritto, la pianificazione iniziale resta la linea guida da seguire e le valutazioni di breve periodo sono meno importanti delle strategie a lungo termine, ma è giusto iniziare a trarne qualche insegnamento utile per il futuro.

Il primo sguardo deve essere rivolto alla diversificazione ed il calcio anche in questo caso ci viene in aiuto. Spesso nel costruire le rose si tende ad assecondare l’allenatore piuttosto che seguire la strategia pianificata. Il risultato è che si acquistano giocatori utili per uno specifico modulo di gioco, senza considerare la possibilità di cambiare lo schieramento in campo, di adattarsi all’evoluzione naturale della squadra e del campionato. Tutto questo è valido anche per i nostri portafogli e la pandemia lo ha evidenziato in un modo molto aggressivo. Chi si era limitato ad acquistare titoli diversi convinto che ciò fosse sufficiente a diversificare il portafoglio, si è dovuto scontrare con la realtà. Non è stato utile neppure effettuare diversificazione solo geografica, un po’ come inserire nella rosa dei giocatori brasiliani per migliorare la tecnica di tutta la squadra.

Il coronavirus si è diffuso a livello mondiale e, per quanto abbia colpito indistintamente i pilastri dell’economia, ha favorito una più rapida ripresa di alcuni settori ed acceso i riflettori su altri. Settori produttivi legati alla cura della salute ed allo sviluppo tecnologico hanno beneficiato della necessaria attenzione verso tutte quelle soluzioni che consentissero di ridurre la diffusione del virus e di mantenere in contatto le persone attraverso soluzioni digitali. È  emersa, per chi non lo avesse già compreso, la necessità di possedere strumenti tra loro poco correlati, cioè che tendono a reagire al mercato in modo diverso. Il calcio ci supporta anche qui nel comprendere meglio il concetto. Fino allo scoppio della pandemia, erano in molti a ritenere che un terzino destro ed uno sinistro avessero poco in comune all’interno di una formazione: spazi di campo opposti, movimenti opposti e spesso anche diverso piede preferito. In realtà abbiamo imparato che ciò non basta, che si deve capire se, quando si attacca, i due terzini tendono a salire insieme, se uno è più bravo a difendere o se rischiamo in caso di contropiede di subire facilmente gol. La regola spesso usata nel calcio per la quale un terzino sale ad attaccare e l’altro resta in difesa a coprire, vale anche per i nostri portafogli. Durante la pandemia, obbligazioni con scadenze simili, cedole staccate in periodi simili hanno reagito in modo diverso alla diffusione del virus ed hanno anche avuto un comportamento diverso nel recuperare rispetto all’iniziale forte discesa dei mercati. Il motivo è quanto descritto in precedenza: dipendono da fattori diversi e quindi si muovono in modo diverso. Averle entrambe può essere utile a compensare i loro movimenti.

Secondo importante insegnamento è legato all’imprevedibilità del mercato. Chi ha seguito l’andamento del prezzo dell’oro ne ha ottenuto un esempio concreto. Il più classico tra i beni rifugio mentre il mercato scendeva, ha iniziato a perdere valore. Anche qui qualcuno più esperto ha evidenziato che nella fase iniziale delle crisi, le esigenze di liquidità spingono molti investitori a vendere anche gli strumenti considerati più stabili per compensare perdite su altre posizioni (discorso complesso che riguarda i cosiddetti “margini” richiesti per alcuni strumenti derivati, trattazione che va oltre lo scopo dell’articolo). Ancora una volta ricorriamo al calcio per comprendere meglio. Il nostro attaccante ha sempre segnato almeno 20 gol a stagione, preferisce giocare al centro dell’attacco con 2 esterni offensivi. Abbiamo da poco sostituito gli esterni, acquistando i 2 più richiesti sul mercato ma il nostro centravanti ha smesso di fare gol. Il ruolo è lo stesso, lo schema è lo stesso, le idee di gioco sono le stesse, ma è cambiato il contesto. Il nostro centravanti resta uno dei migliori, così come l’oro resta un bene rifugio, ma la particolare situazione può modificare il risultato finale. Cosa fare in questi casi? Rispettare la nostra strategia iniziale senza immaginare di chiudere una posizione in perdita per spostarsi su qualcosa “che è sempre andato su mentre i mercati scendevano”. L’evoluzione del contesto va studiata ed interpretata, può portarci anche a sostituire il nostro centravanti, ma senza passare dall’organizzazione all’improvvisazione.

Considerazione finale, invece, sull’importanza della liquidità. Spesso si legge che ogni crisi nasconde delle opportunità e sui mercati l’unico strumento per sfruttarle è proprio la liquidità. È fondamentale comprendere che questi momenti possono essere sfruttati per bilanciare i portafogli, per sistemare qualche tassello non valutato correttamente durante la pianificazione. Si tratta, per fare un paragone con il mondo del calcio, di un mercato di riparazione. Si può acquistare, con sguardo prospettico, a prezzi scontati, ma non si deve commettere l’errore di ricercare il “guadagno facile” (la speculazione non è investimento). Nel mercato di riparazione i bravi presidenti cercano l’opportunità per migliorare le sorti della propria squadra e nei nostri portafogli dobbiamo imparare a fare lo stesso.

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