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Spesso l’idea di pianificare la giornata è visto come un ulteriore stress da dover gestire, come un limite alla libertà di decidere sul momento cosa fare, ma scopriremo che non è sempre così. Svegliarsi alla stessa ora tutte le mattine per recarsi al lavoro, ad esempio, non è solo una routine ma anche la certezza di finanziare il nostro tempo libero grazie al tanto desiderato stipendio. Pensate poi ai liberi professionisti, che devono costantemente riprogrammare le loro giornate sulle esigenze dei clienti: anche saper cambiare in corsa un programma è una forma di pianificazione.

Vi starete chiedendo, ma cosa c’entra tutto questo con gli investimenti? Beh, l’errore più comune di chi investe è guardare ad un solo fattore, il rendimento, quanto si può guadagnare, trascurando tutto il resto senza pensare a come e in quanto tempo ottenere quel risultato oppure quanto si è disposti a rischiare. Immaginate di essere il nuovo proprietario di una squadra di calcio, di averla ricevuta in eredità e di dover programmare la prossima stagione. Voler vincere il titolo, per quanto ambizioso e motivante, non basterà di certo a battere gli avversari in ogni giornata di campionato, non servirà neppure a gestire le risorse a vostra disposizione. Serve, dunque, pianificare fissando due elementi principali: quale disponibilità (in euro) sono disposto a dedicare al progetto e per quanto tempo. È il momento più importante perché aver stabilito con una attenta riflessione questi due paletti aiuterà a seguire l’obiettivo anche quando il progetto sembra andare in una direzione diversa, quando i risultati non arrivano o, ancor peggio, quando si avrà la sensazione di andare incontro ad una perdita economica. Pianificare, dunque, serve ad avere maggiori sicurezze anche nella gestione degli imprevisti, che possono così essere controllati con maggior serenità.

Iniziamo la nostra pianificazione: fissiamo un budget. Stabilire quanto si è disposti ad investire su un progetto non può essere una scelta istintiva, ma deve passare attraverso delle rigorose riflessioni. La prima riguarda certamente la nostra capacità di risparmio mensile, cioè quanto del nostro stipendio mensile riusciamo a risparmiare dopo aver coperto le inevitabili spese quotidiane. Se mentre leggete non siete in grado di stabilire quanto spendete ogni mese per voi e per la vostra famiglia, è importante che vi fermiate un attimo a riflettere prima di proseguire, al di là di qualsiasi investimento abbiate in programma. Potete iniziare con dei semplici dati, conoscete il vostro stipendio fisso (per i liberi professionisti si approfondirà più avanti) e siete in grado di ricostruire le spese. A questo punto dovrete fare un ulteriore piccolo sforzo. È importante, infatti, calcolare quanto mettere da parte per gli imprevisti. Può sembrare strano ed anche complesso stabilire un importo da dedicare a qualcosa che non si sa se accadrà e quanto potrà costarci (i più tecnici le chiamano polizze), ma la vera pianificazione inizia da qui. Non possiamo essere certi che le scelte che faremo saranno giuste dall’inizio, nessuno può sapere con certezza a priori cosa accadrà nella vita come nei mercati, quindi si deve mantenere un margine di sicurezza. Questa scelta iniziale ci permetterà di aspettare quando i risultati nel breve si allontaneranno da quanto vogliamo raggiungere nel lungo periodo, ci impedirà di far prevalere la paura delle perdite sugli obiettivi prefissati.

Per essere pratici possiamo partire dal fissare questo “tesoretto” pari a un decimo di tutto ciò che abbiamo, vedremo poi che questa scelta varia da persona a persona e anche in relazione a quanto siamo disposti a rischiare. Pianificare, dunque, vuol dire anche saper scegliere la soluzione più adatta a noi. Pensate al calcio: comprare un giovane talento vuol dire saperlo aspettare, comprare un giocatore affermato vuol dire spendere subito per ottenere risultati immediati. Non si può costruire una rosa di giovani promesse e immaginare che non commetteranno errori, che sapranno sempre cosa fare in ogni situazione, così come non ci si può aspettare che un giocatore a fine carriera abbia lo scatto dei tempi migliori. In una rosa che si rispetti, però, serviranno entrambi ma questo è un argomento diverso che tratteremo nel capitolo dedicato alla diversificazione.

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